|
Pagina 1 di 4 G. F. Eddy Merckx: un meraviglioso week-end di sport e di cultura
Perché venire fino nell’estremo nord della provincia di Verona senza conoscere qualche notizia sul territorio, sui paesi e sulla storia e cultura locale? Per i tanti amici ciclisti che usano la bicicletta anche come mezzo silenzioso ed ecologico per esplorare e conoscere il mondo, abbiamo pensato di mettere a loro disposizione qualche notizia di carattere storico-geografico sul meraviglioso territorio attraversato dalla G.F. Eddy Merckx. Il paese di Rivalta di Brentino Belluno è il luogo di partenza e di arrivo della gara che attraversa tre distinte zone geografiche della provincia di Verona: la Val d’Adige, la Valpolicella e il Monte Baldo. Se oltre a partecipare all’evento sportivo, sei interessato a trascorrere un meraviglioso week-end di sport e cultura, consulta la pagina del nostro sito “itinerari turistici”.
La Val d’Adige
Il fiume Adige sorge presso il Passo Resia nella Alta Val Venosta in Alto Adige e sfocia nel Mar Adriatico presso Chioggia; con circa 410 km è per lunghezza il secondo fiume italiano dopo il Po. Luogo di transito delle legioni romane verso la conquista dell’Europa, la Val d’Adige è da sempre ritenuta la via di comunicazione naturale tra la penisola italiana ed il continente europeo. Ne sono testimonianza le battaglie napoleoniche contro gli austriaci per la supremazia sul territorio, e gli assalti avvenuti nella 1° e 2° guerra mondiale. Per proteggere questa importante via di comunicazione in ogni epoca si sono eretti sui crinali della Val d’Adige rocche, castelli e forti; la Val d’Adige è per questo chiamata anche terra dei forti. Nei periodi di pace la Val d’Adige è stata via di scambio di merce di ogni genere; nel periodo di massimo fulgore della Repubblica di Venezia, il fiume Adige allora navigabile, era la via di collegamento più rapida tra le ricche città commerciali di Insbruk, Magonza, Bruxelles, Anversa e il porto-mercato di Venezia. Quando il fiume Adige era navigabile, il trasporto via fiume era monopolizzato dalle due grandi corporazioni di barcaioli o burchieri di Pescantina e di Verona, nel porto fluviale di Ponton si effettuavano le operazioni di carico e di spedizione del marmo estratto nella zona. Nel 600, per trasportare un carico medio sia in risalita che in discesa rispetto alla corrente del fiume Adige, si utilizzavano 7/8 ragazzi agli ordini di un adulto sul “burchio”, le imbarcazioni tradizionali dell’epoca, mentre sugli argini altrettanti ragazzi guidavano 10-12 coppie di buoi o cavalli che, con l’ausilio di grosse funi, trainavano o frenavano le barche. Il convoglio così formato percorreva la strada “cavallara”, lungo la riva, per tratte di 20 o 40 Km, dopodiché gli animali da traino venivano sostituiti a Ponton dove terminava la prima tratta proveniente da Verona. Nel percorso contrario, invece, una volta giunto nella città scaligera il carico veniva trasbordato sulle imbarcazioni dei burchieri veronesi per proseguire, sempre via Adige, verso l'Adriatico e quindi verso Venezia, o lungo i canali che conducevano verso le città padane di Modena, Cremona, Ferrara, dove era molto alta la richiesta del marmo rosso di Sant'Ambrogio per la costruzione di chiese e palazzi. Nel 1968, a Brentino, durante i lavori per la costruzione dell’autostrada del Brennero, si trovarono resti in ciottoli di muratura di una sorta di “casello autostradale” dell'epoca romana; si trattava di una mansio, ovvero una locanda lungo la via imperiale Claudia Augusta, dove i viaggiatori si fermavano per mangiare, dormire e cambiare i cavalli.
L’Enantio è il più importante vigneto autoctono della Val d’Adige. Viene citato a partire dal I° sec.d.C. dallo storico Plinio, oggi la zona ha mantenuto la sua tradizione vinicola con circa 360 aziende del settore e 1.200 ettari di vigneti. Raggiungibile anche a piedi dal fondovalle, settecento metri sopra l’abitato di Brentino, a strapiombo sulla Val d’Adige, si trova il Santuario della Madonna della Corona. A Brentino è presente una delle pareti di free climbing (arrampicata libera) più importanti in Italia e nelle gole strettissime del Monte Baldo si pratica torrentismo o canyoning che consiste nello scendere le gole e le cascate dei corsi d'acqua con l’ausilio di corde.
|